Intervista a Naoki dei Jinkaku Radio

intervista - 06.04.2010 00:01

Naoki, produttore e bassista del gruppo, ci ha parlato dell’inizio della loro carriera, del prossimo album e dei progetti futuri.

La rock band Jinkaku Radio è tornata l’anno scorso, dopo una lunga pausa. Le attività live erano state interrotte per lavorare al nuovo album e ora che sono tornati ne abbiamo approfittato per parlare con i due membri e per scoprire a che punto sono con la registrazione del disco.

Abbiamo parlato sia col vocalist Yuuki che col bassista e produttore Naoki. Sono entrambi piuttosto loquaci, quindi l’intervista è stata divisa. Presto sarà pubblicata anche la parte di Yuuki.

Presentati, per favore.

Naoki: Sono Naoki, il bassista dei Jinkaku Radio. Fondamentalmente ne sono anche il produttore.

Cominciamo con qualche domanda su come sono nati i Jinkaku Radio. Innanzitutto, vorremmo sapere come vi siete incontrati e come avete deciso di iniziare a lavorare insieme.

Naoki: Lo racconterò dal mio punto di vista. Quando la mia band precedente si è sciolta ho deciso di fondarne un’altra e ho iniziato a cercare un vocalist. Poi ho visto la band di cui Yuuki faceva parte, dato che anche un mio amico suonava con loro e mi ha chiesto di sostituire il loro bassista, che stava per andarsene. Mi ha invitato ad un live, ci sono andato e ho pensato “Che bravo vocalist.” Era Yuuki. Non volevo entrare a far parte della band, volevo solo lavorare con lui. Dopo un anno anche questa band si è sciolta e gli ho chiesto di lavorare con me. All’inizio voleva tornare con la sua vecchia band, ma poi l’ho convinto a crearne una nuova con me. Ecco come sono nati i Jinkaku Radio, nel 2000.

”Jinkaku” significa “personalità” o “carattere”, quindi Jinkaku Radio si potrebbe tradurre come “Radio Personalità.” Cosa significa?

Naoki: L’ho scelto dopo aver pensato a molti altri nomi. È sempre difficile spiegarlo e non so come esprimerlo al meglio, ma fondamentalmente, interpretando i miei sentimenti nei confronti della band, è uscito “Jinkaku Radio”. Per me la band equivale a “Jinkaku Radio”.

C’è più enfasi sulla parola “Jinkaku” o su “Radio”?

Naoki: Ho aggiunto la parola “Radio” dopo averci pensato a lungo e l’ho scelta per il suono. “Jinkaku” l’ho scelta per il significato di “costruire personalità.” La musica è fondamentale per la radio, le canzoni escono in radio. Quindi significa: “esprimiamo in radio le personalità che noi abbiamo creato, attraverso la musica che creiamo come band.”

Ci chiedevamo perché proprio “radio” e “personalità” insieme. “La musica la fanno gli umani.” Quindi la personalità è un po’ il simbolo della band?

Naoki: Mi sento come se una gran parte di me fosse influenzata, e creata, dalla musica. Quello che faccio è anche creare musica. “Siamo tutti influenzati da altre band e qui nasce ogni personalità.” “Radio” è tutta un’altra cosa.

Adesso la musica si ascolta in altri modi e la parola “radio” evoca quasi nostalgia, con quel suo aspetto umano, personale. Comunque, Naoki, che tipo di persona è Yuuki?

Naoki: ……… È un bambino (scoppia a ridere). Per me è come un fratellino, o un figlio… al 90% per me è così (ride). E poi lavoro come produttore, quindi lo vedo anche come un artista.

Vedendolo come artista, cosa ti ha attirato? Il suo talento come vocalist?

Naoki: Non è per come canta. Ho visto come si esprimeva sul palco in termini di potenziale, tipo “dovrebbe fare così.”

All’epoca, Yuuki si vestiva ancora in modo particolare quando cantava, vero?

Naoki: Sì, è vero.

Poi hai pensato che avrebbe dovuto cambiare modo di esprimersi?

Naoki: È quello che ho pensato mentre suonavo con lui, ma quando abbiamo iniziato a lavorare insieme ho capito che andava bene così.

Secondo Yuuki, ognuno di voi ha quello che manca all’altro. Naoki, hai detto che le sue emozioni sono impetuose e che è molto sveglio. Vi completate a vicenda?

Naoki: Penso che ci bilanciamo a vicenda. Yuuki è più infantile, sia in senso buono che cattivo. (ride) Io ho quello che manca a lui e trovare l’equilibrio fa parte dal nostro lavoro, quindi cerchiamo di farlo costantemente. Gli lascio fare quello che vuole, osservandolo con oggettività e aggiungendo quello che serve.

Yuuki ha detto che quando abbozza una canzone e te la passa, non ti dice cosa sistemare e cosa lasciare inalterato. Sai già cosa vuole, non c’è bisogno che ti dia indicazioni. Sei d’accordo?

Naoki: In altre parole, non faccio niente a meno che non abbia un’idea chiara. Faccio solo canzoni che riesco a immaginare. Il Principe (Yuuki) dice che faccio le canzoni proprio come le vorrebbe, ma è più lui che me le fa fare (ride). Questa è l’immagine che ho di lui.

Yuuki dice di non essere mai stato così in sintonia con qualcuno prima d’ora ma quando ti fa vedere qualcosa, sai cosa fare.

Naoki: Potrebbe essere un mio pregio, ma se ci provassi con le canzoni di qualcun altro forse non ci riuscirei.

Per gran parte della vostra carriera avete lavorato con membri di supporto, gli “half-radio.” Puoi dirci qualcosa sui membri più recenti, come il chitarrista John e il batterista Shin? Ad esempio, come li avete incontrati?

Naoki: Avevamo bisogno di membri di supporto e li abbiamo incontrati in modo molto semplice, bevendo. (ride)

Quindi vi siete incontrati, vi siete piaciuti e avete deciso di suonare insieme?

Naoki: Non è che ci siamo piaciuti. Siccome sono più piccoli di me è stato un po’ come… obbligarli! (scoppia a ridere) Non avevano niente da perdere e non gliel’avrei chiesto se non avessi saputo che avrebbero accettato. Come produttore, ho scelto persone che mi facevano pensare “se accettano, è un bene sia per noi che per loro.” Non sceglievo a caso, doveva essere qualcuno che riuscivo a immaginare nella band. Per quanto riguarda Shin la pensavo diversamente, ma per gli altri era così.

L’anno scorso vi siete presi una pausa dai live per lavorare al nuovo album, ma non avete ancora annunciato niente di nuovo a riguardo, quindi puoi dirci come procede il lavoro?

Naoki: Abbiamo cinque o sei demo che hanno già anche il testo. Vorremmo farne altri cinque o sei.

Che tipo di canzoni sono? Yuuki ha detto che vuole che la gente ascolti di più le melodie.

Naoki: Prima di iniziare a lavorarci abbiamo deciso che l’album sarebbe stato legato al concetto di “parco dei divertimenti” (yuuenchi), quindi all’inizio abbiamo lavorato con quel concetto. Yuuki non si è lasciato vincolare del tutto e ha fatto anche canzoni senza preoccuparsi del concetto. Io invece no, ho sempre in un angolo della mente il parco dei divertimenti e cerco di collegare tutto a quello.

Nel 2007 avete pubblicato un DVD live. Ce ne saranno altri in futuro?

Naoki: Ce ne saranno altri quando ci saranno alter canzoni. Quando avremo più canzoni ci saranno ovviamente più DVD, dato che avremo più riprese. Vogliamo pubblicare più materiale possibile.

Avete da poco iniziato a lavorare con un nuovo management. Perché questa decisione e quali cambiamenti porterà ai fan e ai futuri ascoltatori?

Naoki: Vivevo la mia vita e contemporaneamente facevo musica, e per tutto l’anno scorso ho continuato a chiedermi se continuare con i Jinkaku Radio fosse una buona idea. Alla fine ho deciso di continuare, quindi ho iniziato a chiedermi che cosa ci servisse e ho subito pensato a un management. Prima facevamo tutto da soli, ma ci serviva un terreno per mostrare il nostro spirito e cosa volevamo fare dei Jinkaku Radio. Da soli non avremmo potuto farcela, quindi abbiamo pensato che una società avrebbe potuto dare un’immagine chiara di noi al pubblico, ma anche per il bene dei fan.

Questo comporterà dei cambiamenti?

Naoki: Penso di sì, ma solo in termini di immagine. La gente ci vede in molti modi, ognuno ha un’immagine di noi diversa e ci percepisce diversamente, molti dicono che siamo cambiati, altri no. Forse però è meglio se pensano che siamo cambiati.

Avete da poco aperto una pagina su MySpace. Perché? Quali sono le vostre aspettative?

Naoki: Personalmente, sono molto contento di stare facendo quest’intervista perché vorrei tenere concerti all’estero e vorrei far conoscere la nostra musica anche agli stranieri. MySpace è una community musicale quindi ho pensato di provarci, almeno per un po’. Volevo vedere come avrei potuto usarlo per comunicare, ecco perché ho creato una pagina.

Com’è stata la reazione?

Naoki: Non lo so… perché è tutto in inglese (scoppia a ridere). Ma è solo all’inizio, nemmeno le persone che conosco ne sono al corrente. Non l’ho neanche pubblicizzato all’estero, quindi vedrò come sono le reazioni d’ora in avanti.

Qualche anno fa hai collaborato con la session band ANNY’S LTD. Cosa ti ha spinto a farlo?

Naoki: Me l’hanno chiesto gli altri membri.

La band era ispirata a “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick?

Naoki: Sì. Suonavamo usando quel concetto. Il film è speciale, piace a tutti ed è ottimo, quindi quando qualcuno l’ha suggerito eravamo d’accordo. Ancora adesso quel film suscita in noi sensazioni nuove.

Hai intenzione di tornare a lavorare con loro?

Naoki: Per ora non abbiamo niente in programma, ma siamo buoni amici, quindi non è da escludere.

Avete anche dei fan all’estero. Cosa ne pensi?

Naoki: Ogni tanto ricevo delle lettere, personalmente vorrei andare all’estero presto, lo vorrei davvero. Ma… Yuuki è un po’ lento a iniziare le cose! (scoppia a ridere) Io sono più aggressivo.

Pensi che il fanbase internazionale dei Jinkaku Radio sia abbastanza grande da permetterlo?

Naoki: Forse… ci sono circa quattordici fan in Francia. (scoppia a ridere) E circa quattro in Sud America. (ride) Spero di avere molti fan in Tailandia.

Dove vorreste suonare?

Naoki: Io vorrei andare ovunque. In qualità di Jinkaku Radio, potremmo suonare dove Yuuki riesce a far ridere con le sue barzellette giapponesi. (ride)

Penso che sareste apprezzati in Inghilterra.

Naoki: Sì, ci sono luoghi dove suoniamo con un’immagine inglese.

Chissà come reagirebbero gli stranieri a pezzi come Bangyaru Shoukougun e Oningyousan.

Naoki: Già. Penso che potrebbero provare gli stessi sentimenti dei giapponesi.

Quali sono i vostri progetti per l’immediato futuro?

Naoki: Tra sei o sette anni pubblicheremo il nuovo album! (ride) Lo pubblicheremo in primavera, faremo un tour, andremo all’estero… forse riuscirò a convincere Yuuki. (scoppia a ridere) In Giappone il visual kei si lega facilmente agli anime, quindi se riuscissimo a collaborare con un anime e poi andare all’estero forse gli stranieri ci capirebbero meglio.

Lascia un messaggio per i lettori.

Naoki: Adesso potete ascoltare la nostra musica online, ma se volete un CD alzate la voce e dite che li volete nel vostro paese, o che ci volete vedere dal vivo. Voglio che le cose si muovano e se tante persone si fanno sentire le persone intorno a me se ne accorgeranno e si muoveranno, quindi continuate a sostenerci!
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