Intervista ai BORN al V-ROCK FESTIVAL

intervista - 28.01.2012 00:00

Prima della loro esibizione negli Stati Uniti, i BORN parlano dei cambiamenti che la band ha attraversato e altro.

Dopo un'energetica performance sul Rainbow Stage del mega evento V-Rock Festival ’11, la band visual-kei BORN ha incontrato JaME per discutere dei progressi fatti dall’ultima volta che li avevamo incontrati, le nuove uscite, lo show in America ecc.

JaME aveva già avuto la possibilità di intervistare i BORN in America, quindi invece di introdurre voi stessi, potreste per favore introdurre il membro accanto a voi citando qualcosa di interessante?

K: A prima vista il chitarrista RAY sembra cool, parla tanto ed è simpatico(ride). Per esempio: ai live, dice cose divertenti durante gli MC, è il leader della band e colui che crea l’atmosfera.

Ray: Mi piacciono gli scherzi americani.

KIFUMI: sta introducendo se stesso ( ride)

Ray: (per K) Hey, presentami!

K: È un leader KY (essere “KY” significa essere qualcuno che fa il burlone in situazioni in cui praticamente non dovrebbe) (ride)

Ray: Io introdurrò il bassista KIFUMI. Allora, lui è come sembra, un po’ vivace ed anche birichino dentro. È un bambino. Lo si può notare anche sul palco — prima di intuirlo, sta già girando intorno in verticale e in orrizzontale. Penso sia una persona che non ha dimenticato cosa significa essere un ragazzo, nel senso buono. E’ un bassista vivace, che corre sempre intorno al palco come un piccolo animale. Spero resti sempre cosi.

KIFUMI : Io introdurrò TOMO. Siamo stati insieme con questi membri per diversi anni, ma ultimamente TOMO si è occupato talmente tanto della band, da farci notare il suo buon senso e il suo aspetto da persona adulta. Comunque questo per me non è tanto divertente..Prima era solito essere un anarchico, un ragazzo piuttosto pericoloso, del quale non sapevi mai cosa aveva intenzione di fare. Questa volta andando in America quindi essendo toccati da un aria di liberazione, vorrei che lui tornasse alla sua natura rischiosa, ai suoi pazzi modi di fare. Ricordare il TOMO che era all’epoca.

TOMO : Io introdurrò il cantante Ryoga. Generalmente, è il tipo di ragazzo che non sai mai cosa sta pensando. Quando è sul palco, si capisce ancora di più (ride) .Penso che il non sapere cosa avrà intenzione di fare è una parte di ciò che lo rende affascinante, com’è del resto anche il suo demerito. Questo è tutto quello che posso dire apertamente su di lui.(ride)

Ryoga: Il chitarrista K è un ragazzo serio e recentemente dando il meglio di se, sta cercando di diventare più adulto..Ma qualche volta inciampa e scivola, ed è alquanto fastidioso(ride)

L’ultima volta che abbiamo parlato con voi risale a due anni fa. Potete dirci cos’è cambiato per i BORN da allora?

RAY: Prima di tutto, la grande cosa è che ci siamo uniti ad un'etichetta. Quanto eravamo ancora indipendenti, c’eravamo riuniti per parlare di scioglimento. In quel periodo,mentre tutti pensavamo seriamente cosa fare da quel momento in poi, siamo stati avvicinati dal management che abbiamo adesso, e abbiamo avuto la possibilità di diventare quello che siamo. Quella fu una grande cosa. Eravamo sul punto di scioglierci ed invece stiamo ancora continuando..

Ryoga: I BORN stavano quasi per sciogliersi ed invece abbiamo creato un nuovo inizio. Quando eravamo in attività per conto nostro, non sentivamo le opinioni intorno a noi. Facevamo quello che volevamo, e stavamo semplicemente cambiando. Adesso, essendo coinvolti con molti professionisti, riceviamo opinioni da gente diversa, ed i BORN possono, in senso buono, portare preziosamente avanti quello che è il nostro fulcro ed allo stesso tempo ampliando i nostri orizzonti musicali. Tuttavia, da ora in poi continueremo a perseverare, non dimenticando l'anarchia ed il forte spirito che formano le nostre basi.

Com’è stato il live di oggi?

Ryoga:Oggi ci sono stati diversi punti su cui riflettere. È stata la nostra prima volta in un contesto del genere! In un certo modo, è stato come esibirsi in un one-man, facendo irruzione ad un festival. Grandi senpai si sono esibiti oggi , e anche noi siamo stati capaci di esibirci in un live movimentato molto in stile BORN.

TOMO: Prima ero nervoso perchè era la prima volta che partecipavano un un evento cosi grande. Ma dal momento in cui sono salito sul palco ed è stato “bam!” è stato fantastico.

KIFUMI: Ricordo il periodo quando la band si formò, la prima volta che abbiamo avuto questo atteggiamento difensivo. Quando ho visto il pubblico, ho pensato, tra tutta questa gente ci saranno di sicuro molti che non hanno mai visto i BORN prima d’ora, e questo mi ha reso euforico.

Ryoga: Sì, è stato meraviglioso vedere come la tensione anche alla fine della sala iniziava ad aumentare gradualmente.

K: Con il proseguire delle canzoni, abbiamo notato che anche la gente dietro gradualmente partecipava alzando le mani.

BORN: Coinvolgere la gente che non ci conosceva e vedere come gradualmente si muovevano seguendo la nostra musica è stato interessante e ci ha fatto sentire bene.

Ray: Tutti erano cosi esaltati, quello per cui io mi sono sentito più grato è che ci siamo potuti esibire in un live in autentico stile BORN. Le altre band hanno i loro modi, ma a parte questo, visto che il contesto era diverso dal solito, se fossimo riusciti a mostrare le nostre personali caratteristiche, se avessimo trasmesso questo il risultato sarebbe stato un successo. C’erano persone a cui piacevano diverse band, e come conseguenza dell’esibizione di oggi, le persone che hanno pensato “mi piacciono i BORN” si sono in parte legate alle nostre attività future.

Non c’erano solo Giapponesi, ma anche delle band straniere si sono esibite a questo festival. Pensate che il visual-kei sia un genere solo Giapponese? Cosa ne pensate delle band visual-kei straniere?

Ryoga: Onestamente, penso che il visual-kei sia piu forte qui in Giappone. Sono fiero di questo. Il visual-kei Giapponese si è attivato e si sta espandendo anche all’estero. E penso ci siano molte band che ne sono influenzate. Recentemente ho notato che il numero di queste band sta aumentando, questo mi fa sentire fiero del Giappone.

Ray: È semplicemente interessante. Come ha detto Ryoga, è qualcosa di Giapponese che sta iniziando ad espandersi all’estero. C’erano band straniere che già da prima usavano il make-up, ed è stato interessante poter partecipare ad un evento insieme. Penso che non sia adatto solo per il Giappone ma tutti possiamo farlo insieme.

Che tipo di musica vi influenza?

Ryoga: Ce ne sono tante! Allora, artisti stranieri come Marylin Manson e simili. Penso che ognuno di noi abbia le proprie influenze

Ray: A me piacciono i KoЯn.

TOMO: a me piacciono gli Slipknot.

KIFUMI: Io sono stato influenzato da molte cose, dalla musica straniera Heavy fino al J-pop con le sue bellissime voci melodiche.

K: ci sono molte cose dall’estero che mi hanno influenzato, come gli Offspring e rockband come i Guns N'Roses. Sono anche presenti nelle radici dei BORN

Ryoga: Per prima cosa —comunque questa è una mia interpretazione personale— avevamo intenzione di trasformare la band in una “Foreign Tarento” (“Talento straniero” nome che viene attribuito ad artisti stranieri che esercitato la loro attività principalmente in Giappone), una band visual-kei che avrebbe ereditato l’aspetto cool delle band straniere. Volevamo inserire lo stesso spirito nei nostri live. Artisti che ci hanno influenzato, come Marylin Manson, —a me piacciono anche i Rammstein—loro non sono pazzi ma vanno completamente fuori durante le loro esibizioni. Questa è la cosa che li rende Cool, e ti fa pensare “ma sono veramente pazzi?” Penso che questo sia stato il motivo per cui di base le nostre canzoni sono Heavy.

Il 7 Dicembre lancerete il vostro nuovo singolo ProudiA. Qual è il concetto di questa nuova uscita?

Ryoga: Per prima cosa, Ray ha scritto questa canzone. È stato veramente grandioso. Per la prima abbiamo inserito molto pianoforte, e l’idea di “ci piacerebbe un giorno lanciare questa ballad come singolo”, è nata. Questo è successo tempo fa, circa un anno fa. E’ una buona canzone e volevamo uscisse fuori come BORN.

K: La canzone ProudiA è diventata la versione principale del sinolo, bilanciata con l’inserimento di una seconda traccia.

Per i fan che non capisco il Giapponese, potete dirci il tema del testo?

Ryoga: Per dirla semplice, parla di amore non corrisposto.

TOMO: (in inglese) Break heart (ride)

Ryoga: (in Inglese) Break heart

Una versione dell’uscita contiene un PV. Come si sono svolte le riprese?

Ray: Era la prima volta che giravamo un PV in una chiesa. Di solito non andiamo in questo genere di luoghi, quindi era una cosa nuova. Non eravamo mai andati in un posto del genere, per molti versi è stato divertente. "Oh ci sono cose del genere.” Personalmente mi piacciono i vetri colorati, quindi ero molto euforico.

KIFUMI: Di solito i BORN non rilasciano singoli come ballad, in versione principale. Quindi nonostante ciò, avremmo continuato con il nostro stile heavy suonando come facciamo di solito ai nostri live e il PV sarebbe stato girato allo stesso modo. Comunque questa volta, trattandosi di una canzone dove la voce è stata cosi enfatizzata, è stato difficile riuscire a fare evidenziare il nostro vero modo di essere solo attraverso i nostri movimenti. E’ stato un lavoro duro.

Il prossimo anno a Febbraio vi esibirete due volte in un concerto one man. Ciascuno di essi avrà un tema o concetto diverso?

Ryoga: Poichè avremo due giorni, vogliamo fare emergere il pieno fascino dei BORN, senza lasciare fuori niente. Fin ora non ci siamo mai esibiti due volte consecutive in un one-man, quindi definitivamente faremo il primo ed il secondo giorno completamente in modo diverso.

Vi siete esibiti in America, ad esempio nel 2009. Com’è stato?

K: quando tutti abbiamo fatto stage-diving (ride).

Ryoga:Quando tutti abbiamo fatto stage-diving. Ogni volta che andiamo li, i fan sono selvaggiamente entusiasti. Penso ci siano molte persone che non conoscono i BORN tra di loro, ma comunque partecipano, e hanno un forte modo di godersi la musica. I fan Giapponesi sono relativamente timidi. Quelli stranieri sono più coraggiosi, e cercano di avvicinarsi sempre di più al palco. Quindi anche noi, senza nessuna riservatezza, siamo riusciti a fare stage-diving e cose simili. La passione dei fan stranieri ha aumentato la nostra tensione meravigliosamente.

Tornerete in America il mese prossimo. Che cosa vi aspettate da questo viaggio?

K: Non vediamo l’ora .

Ray: Il calore, il comportamento diverso dei fan ai live, le loro voci che abbiamo sperimentato quando siamo andati in America, voglio risentire tutto questo dopo cosi tanto tempo.

TOMO: Nelle live house Giapponesi ci sono certe regole implicate. E’ come se all’estero questo non importasse affatto, vanno avanti come possono. Le volte in cui volevamo che il pubblico ascoltasse la nostra musica in silenzio, loro gridavano “Boah!” al che è stato interessante. Il non sapere cosa aspettarsi dal pubblico laggiù è molto interessante.

C’è un posto in America in cui vorreste andare?Oppure qualcosa che vorreste provare?

KIFUMI: Vorrei comprare tanti strumenti. Scommetto che ci sono molti strumenti li che noi non abbiamo qui. Vorrei uscire e guardare in giro, ma non abbiamo mai tempo e siamo sempre occupati.

Ryoga: Vorrei andare a New York. Vorrei suonare in una live house di New York. Questo perché tempo fa ho visto un film — non ricordo che film era — in cui una band si esibiva a New York, e dopo aver visto questo film ho avuto il sentimento di “Rock uguale New York”. Ho questo desiderio da tanto. Ma comunque il posto in cui vorrei andare più di tutti è la Virginia (ride).

TOMO: Andremo in Virginia, ma io vorrei andare a Las Vegas (ride)

BORN: Cosa stai dicendo? Dovresti dire i luoghi in cui vorresti esibirti, non dove vorresti andare a giocare d’azzardo.(ridono)

Ray: Io vorrei comprare delle attrezzature.

K: Oggi ci siamo esibiti al V-ROCK FESTIVAL, e ci esibiremo anche in un festival in America. Mi chiedo come andrà...

Ryoga: Vorremmo esibirci di più in festival Americani. La forma fisica degli stranieri è più grande della nostra giusto?saremmo anche più snelli ma non ha importanza(ride). Ci esibiremo con il nostro spirito

Oltre che in America, in quale altri paesi vi piacerebbe andare?

Ray: Io vorrei andare in Francia e in Europa. Le strade sono bellissime laggiù.

KIFUMI: Io vorrei andare a Dubai.

Ryoga: Anche io vorrei andare a Dubai.

BORN: Perchè Dubai?

KIFUMI : L’economia di Dubai sta migliorando, ma recentemente sono in un periodo di stagno. Quindi penso che se gli portassimo un po' dell’energia dei BORN li aiuteremmo a migliorarsi in seconda economia in crescita (ride)

BORN: TOMO? Tu vorresti andare in Thailandia (ridono)

TOMO: Io vorrei andare in Asia, come il Vietnam. Il mio aspetto sembra apparentemente ben accetto in Asia (ride).

Potete dirci per favore quali sono i vostri progetti da adesso in avanti?

Ryoga: Il primo Febbraio dell’anno prossimo uscirà un album. E’ da un po' che non rilasciamo un album e abbiamo espresso tutti gli aspetti dei BORN senza tralasciare fuori nulla, quindi ci auguriamo che gli darete un’occhiata. Il nostro sogno è quello di poter competere egualmente con ogni tipo di band proveniente da ogni parte del mondo.

Per favore potreste rilasciare ai nostri lettori un messaggio?

K: Da a desso in poi, continueremo ad espanderci all’estero, quindi per favore ascoltate la musica dei BORN

Ray:Per favore sosteneteci quando avremo la possibilità di andare ancora all’estero.

KIFUMI: Questa è la nostra quarta volta in America, quindi ormai è come se fosse il mio giardino di casa(ride). Per favore aspettateci.

TOMO: Quando avremo la possibilità, ci piacerebbe progredire non soltanto in America, ma anche negli altri paesi, quindi chiedo il vostro supporto.

Ryoga: Includendo l’America, noi vorremmo fermamente andare all’estero, comunque anche voi, venite in Giappone e partecipate ai nostri concerti.


JaME ringrazia il V-ROCK FESTIVAL '11 e il management della band per aver reso possibile questa intervista, e Non-Non per averci aiutato con la traduzione.
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